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Tommaso Cimino
Docente di Lette e Filosofia |
"Le mani dell'Angelo"
Valentina Nicotra dipinge con
maestria – le rese realistiche di molti suoi quadri recenti lo indicano,
ma anche osservando tele che hanno piú nella memoria i risultati del
Cubismo (Bracque, piú che Picasso, come si capisce con la Madonna con
Bambino della Nicotra) o di atmosfere alla Magritte (penso al dipinto
intitolato Abbandono, che forse ha in mente anche Pubertà di
Edvard Munch o la Donna seduta di Kokoschka), è evidente la
fluidità delle conoscenze della pittrice. Cubismo, Surrealismo o Realismo
però sono contatti, confronti con la storia della pittura, materia di
studio necessaria, che d’altronde non completano la varietà di pensieri
che stanno dietro le tele di Valentina Nicotra. Eppure è possibile
evidenziare uno dei desideri profondi dell’artista, come fosse una lettura
psicanalitica di alcune delle tele in mostra. Sant’Agostino, parlando di
un suo miracoloso incontro con un angelo, racconta: "Durante un’intensa
meditazione, camminando lungo una spiaggia sul mare, vidi un bimbo che con
una conchiglia cercava di svuotare il mare per versarlo tutto dentro una
buca che aveva scavato lí vicino. Alla mia domanda «Che cosa stai
facendo?», il bambino rispose: «Agostino, è piú facile per me svuotare il
mare che per te uomo maturo comprendere l’immensità del mistero di Dio»". Bene, è questo uno dei desideri di Valentina Nicotra: mostrare come la
pienezza della realtà, per quanto rappresentata con precisione sempre
maggiore e con attenzione sempre piú appuntita, non sia riducibile e
rimanga misteriosa. Qualche particolare nelle tele della pittrice è ogni
volta piú realistico di altri – siano le bolle di schiuma nel
dipinto Conchiglie, i fichi d’india o i limoni del Contadino al
mercato o il suo peso sulla cassetta di plastica che si piega e si
deforma.Ma sono soprattutto le mani dei personaggi a colpire
l’attenzione: quelle del Pescatore che rammenda le sue reti, quelle
del Vanditore al mercato o del Contadino – e tutte fanno
venire in mente la celebre incisione delle Mani giunte di Dürer,
quel realismo che è insieme simbolo. Sono infine le mani del Bimbo al
mare e il suo sguardo sicuro a mostrarci l’opera che si sta
compiendo con la pittura: quell’angelo bambino non gioca soltanto, ma
mostra come si possa conoscere il mondo senza la presunzione di
imbrigliarlo, possederlo, e lasciando intatto il mistero.
Tommaso Cimino
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